Un luogo incerto | Fred Vargas

– Ma di quei frammenti di cose viste, uno che se ne fa, dopo?
– Li riordina, li dispone come stelle su un grande cartone che si chiama memoria.
– E non si possono buttare via?
– No, è impossibile. La memoria non ha un pattumiera.
– E allora cosa deve fare, uno, se non li vuole?
– Li aspetta al varco per ucciderli, come Danglard, oppure non ci bada.

Adamsberg non era un uomo emotivo, sfiorava i sentimenti con cautela, come i rondoni toccano le finestre aperte accarezzandolo con l’ala, evitando di precipitarsi dentro, tanto è difficile, poi, la strada per uscire.

[Fred Vargas, Un luogo incerto, Einaudi 2009]

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