umanità.

una cosa che ti dicono a yoga è che ogni tanto devi andare in studio, perché solo lì puoi sentire il respiro della classe, l’energia del gruppo.

è vero, perché l’umanità è quella cosa lì, l’energia collettiva.

la puoi sentire distintamente in alcuni momenti, in certi posti, tra certi gruppi.

la senti in ufficio al primo caffè del mattino.
puoi capire subito come si sentono tutti e indovinare come andra la giornata, quanto durerà e se finirà  bene.
perché tutti, senza parlarsi, senza organizzarsi, sono sempre in sincronia d’umore.

la senti in città, per esempio, poco prima delle feste.
l’aria è elettrica e le persone sono tutte in movimento. sono come un mare che occupa ogni spazio libero e fluide all’unisono si espandono fino a contrarsi, il giorno di natale, tutti dentro casa.

la senti nel paese, da qualche mese a questa parte, questa energia.
sono tutti irrequieti, con le fazioni, gli schieramenti, i noi e i voi.
un paese che come un gigante con le vertigini continua a ondeggiare tra un piede e l’altro, non trova un equilibrio. ci sentiamo tutti sull’orlo di un crollo, siamo cellule di questo gigante, urliamo e ci dimeniamo, a gruppi di organi che reclamano attenzione.

l’umanità è quella cosa lì.
una cosa di cui ti senti pienamente parte, che è impossibile guardare da fuori perché ci sei immerso per definizione. una cosa che respira, si muove. e quando lo fa in direzione opposta alla tua e ti senti trascinato, trasportato a peso morto, impotente.

sarà  che c’è la luna piena, sarà che è il blue monday, stasera sento forte questa umanità che ha, tutta, una gran voglia di piangere.



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