Teoria e pratica di ogni cosa | Marisha Pessl

È fuorviante immaginare le persone, osservarle attraverso l’occhio della mente, perché non le si ricorda mai per quello che sono davvero: con altrettante incoerenze quanti sono i capelli su una testa umana (tra i 100.000 e i 200.000). La mente, invece, si serve di una stenografa pigra, appiattisce le persone sulle loro caratteristiche dominanti – il pessimismo o l’insicurezza (talvolta trasformandole, soltanto per pigrizia, in buone o cattive) -, e così si commette l’errore di giudicarle solo su questa base rischiando, di conseguenza, a un successivo incontro, di farsi cogliere pericolosamente alla sprovvista.

Era una di quelle circostanze in cui si sente la pelle improvvisamente sottile come la sfoglia su una fetta di baklava, quando si desidera disperatamente che una persona non se ne vada ma si sta zitti per provare l’isolamento nella sua forma più pura, come su una tavola periodica degli elementi un gas nobile, o il pròzio, l’isotopo più comune dell’idrogeno.

[Marisha Pessl, Teoria e pratica di ogni cosa, Bompiani 2008]

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