riflessioni #5: internet

le cose che mi mancano di più da quando c’è internet su (quasi) tutti i cellulari:

smettere di lavorare quando esco dall’ufficio.

andare davvero in ferie.

fare una cosa alla volta.

essere tutta qui e ora, parlando con chi è qui, ora.

incrociare gli sguardi delle persone camminando per strada, in metropolitana, in coda alla cassa, in sala d’attesa, in ascensore.
no, in ascensore forse no.

la tua voce.

4 Replies to “riflessioni #5: internet”

  1. Io invece pensavo a prima di internet,
    quando condividere era ancora una parola “speciale”,
    quando ci scrivevamo ancora le lettere a mano,
    quando tutto (conoscerti*, parlarti, stare insieme) era forse più difficile e perciò, per certi versi, più bello.
    E pensavo a prima del telefonino (vabbe’, tu forse non eri nemmeno nata…).
    Farti uno squillo (a casa) prima di chiamarti, così sapevi che ero io e rispondevi tu.
    Uscire di casa solo per raggiungere *la* cabina telefonica (mi ci vollero mesi per trovare quella giusta) e chiamarti da lì.
    Aspettare con ansia il momento in cui avresti telefonato.
    Farmi bastare quella conversazione fino a quando non ci saremmo risentiti o rivisti.
    Comunicare con te anche ad occhi chiusi.

    Sentire l’emozione nella voce (io nella tua, tu nella mia).

    Sentirti respirare, sospirare, ridere, sorridere.

  2. questo commento è un post (più bello del mio).

    il mondo prima del telefono me lo ricordo bene, era un mondo fatto di pazienza, di attesa e di fiducia: se ti dico che ci sono, che ti chiamo, che ti passo a prendere, lo faccio.

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