nebbia.

mentre leggevo il post di Marco con la fondamentale guida sui fendinebbia pensavo che solo noi della bassa potremmo scriverlo, un post così.

perché la nebbia è il nostro elemento naturale, come l’acqua per chi è cresciuto in riva al mare e ne sente per tutta la vita il richiamo.

io ci sono nata e cresciuta nella nebbia.

alla mattina presto, andando a scuola, la nebbia è bassa, bianca, sta come sospesa sulla brina, la luce è irreale e sembra di essersi risvegliati in un mondo nuovo, pulito.
la nebbia della mattina è quando tutto è ancora possibile.

la nebbia durante il giorno è come un filtro sul mondo: gli alberi, le case, le persone diventano ombre dai confini sfumati.
passeggiando te la senti addosso, si mescola con l’alito e ti pare di respirarla. quando c’è la nebbia, mi diceva un amico, niente è così nitido e a disegnare i contorni della realtà ci pensi tu, con la tua immaginazione.

la nebbia di notte è un segreto che conosce bene solo chi ci è cresciuto dentro. le strade diventano una linea bianca che ti porta verso l’ignoto e se ci metti la musica giusta diventa un viaggio da non fermarsi più.

a Milano la chiamano scighera, ma secondo me con la nebbia della bassa non c’entra niente.

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