Le storie di mia zia (e di altri parenti) | Ugo Cornia

Poi il giorno dopo di pomeriggio mia zia Bruna veniva a raccontare queste cose a mia madre, e anche se nessuna delle due credeva nell’aldilà rimanevano tutte e due molto impressionate da questi discorsi notturni tra mia zia Maria e suo fratello Teodoro, e anch’io stavo ad ascoltarle parlare, e anch’io non ho mai creduto a nessuna persistenza dell’anima dopo la morte, ma ascoltando questi resoconti della zia Bruna pensavo che mia zia, che ormai era così staccata dal mondo, grazie all’appannamento dei suoi sensi era finalmente arrivata a questo aldilà nella sua testa dove poteva parlare di tante cose con suo fratello, che le era rimasto nascosto lì per sessant’anni in quella piega del cervello.

Una mia amica tedesca mi ha detto che c’è un’altra sua amica tedesca che ha una nonna di centosette anni, che è ancora viva e lei va a trovare spesso, e le ha raccontato che una volta poco tempo fa, mentre lei chiedeva alla nonna “Nonna, come va” la nonna le ha detto che fino ai cento si vive proprio bene ma dopo cambia tutto in peggio e vivere non è più bello. Alzarsi la mattina è faticoso, ti fa tutto male, le gambe fanno un male tremendo. Di notte di dormire non se ne parla. Anche il mangiare non è più buono, fanno schifo anche le cose che ti piacevano perché non san più di niente. Non ci vedi più bene, non ci senti più bene. Poi tutto il giorno non sai più cosa fare. E poi le ha detto “Per fortuna di pomeriggio va un po’ meglio, perché il nonno esce dall’armadio e si fanno due chiacchiere”.

[Ugo Cornia, Le storie di mia zia (e di altri parenti), Feltrinelli 2008]

2 Replies to “Le storie di mia zia (e di altri parenti) | Ugo Cornia”

  1. Andrei a comprare il libro solo per capire perchè il nonno era nell’armadio..ed esce il pomeriggio per fare due chiacchiere ! fantastico ..

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