La mia tragica morte prematura …e altre sviste | Caitlin Moran

Il motto che mi sono scritta sulle nocche è che questo è il migliore dei mondi possibili perché è l’unico che abbiamo, un’equazione molto semplice. Per quante cose orribili, umilianti, fastidiose possano capitare, ci saranno sempre le biblioteche, e la pioggia che batte sul mare, e la luna, e l’amore. Ci sarà sempre qualcosa da ricordare con soddisfazione o da aspettare con gioia. Ci sarà sempre un momento in cui vi sbalordirete di fronte al mondo o a voi stessi.
Ed è proprio quello il momento in cui mi preparo una tazza di tè e mi metto a scrivere.

Forse torna sempre a parlare di Anita e Mick, suggerisco a Richards, perché un artista non ha nulla da dire sulle persone che ama e comprende. Le persone su cui occorre scrivere libri e canzoni sono quelle che ci confondono, è questo il modo in cui si cerca di capire l’incomprensibile.
«Sì», conviene lui. «Non c’è null’altro da dirsi quando si è capito tutto.»

Lanciamo satelliti nello spazio per scoprire nuove ed emozionanti avventure quando potremmo semplicemente rivolgerci al nostro vicino per fargli qualche domanda sulla sua vita.

Gli uomini hanno inventato il burqua e gli uomini stanno vietando il burqua. Solo loro avrebbero potuto inventarli. Perché non posso credere che una religione creata da una donna, con un dio donna, profeti donne e leggi mirate a tutelare gli interessi delle donne, avrebbe mai ideato un capo di abbigliamento che richiedesse così tanto tempo per essere stirato.

La biblioteca di una comunità è un’incrocio tra un’uscita di emergenza, una zattera salvavita e un festival. Una biblioteca è la cattedrale della mente, l’ospedale dello spirito, il parco giochi dell’immaginazione. In una fredda isola piovosa come la nostra le biblioteche sono gli unici spazi pubblici riparati dove non si è un consumatore, ma un cittadino. Un essere umano con un cuore, un cervello e il desiderio di essere ispirato invece di un cliente con una carta di credito e una pressante «urgenza» di comprare «roba».

[Caitlin Moran, La mia tragica morte prematura …e altre sviste, Sperling & Kupfer 2013]

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