Il bizzarro incidente del tempo rubato | Rachel Joyce

Cerca di sorridere. […] Vuole soltanto che lei capisca; anche se è difficile dire quello che vorrebbe che lei capisse. Quel sorriso è un po’ come agitare una bandierina. O accendere una luce nel buio. È come dire: Eccomi qui. Eccoti lì. E basta.

Tornare al passato è come viaggiare verso un luogo dove si è stati una volta sola e scoprire che è stato tutto spazzato via.

A volte accudire qualcosa che sta già crescendo è più pericoloso che piantare qualcosa di nuovo.

[…] era come fingere di essere una tazza nuova di zecca quando sai di avere una sottilissima crepa.

La gente cercava di addomesticarsi chiudendosi tra pareti e finestre e si procurava dei soprammobili per rendere pareti e finestre più personali, quando forse ciò di cui aveva bisogno era liberarsi da quelle costrizioni.

[Rachel Joyce, Il bizzarro incidente del tempo rubato, Sperling & Kupfer 2013]

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