I Barbari | Alessandro Baricco

[…] per lui capire non significava collocare l’oggetto di studio nella mappa conosciuta del reale, definendo cos’era, ma intuire in cosa, quell’oggetto, avrebbe modificato la mappa, rendendola irriconoscibile.

Ai tempi ero dell’idea che la vita fosse un compito da assolvere, non una festa da inventare.

[…] e mi capitò perfino di ricevere palla dal nostro numero 10, un fuoriclasse fighetto che avevo sempre visto giocare da lontano: guardò proprio me e me la passò, con l’aria di un Garcìa Màrquez che mi porgeva il suo taccuino degli appunti dicendomi Tiemmelo un attimo che vado a pisciare. Erano esperienze.

[…] il multitasking incarna bene una certa idea, nascente, di esperienza. Abitare più zone possibili con un’attenzione abbastanza bassa è quello che evidentemente loro intendono per esperienza. Suona male, ma cercate di capire: non è un modo di svuotare tanti gesti che sarebbero importanti: è un modo di farne uno solo, molto importante. Per quanto possa sembrare clamoroso, non hanno l’istinto a isolare ciascuno di quei gesti per compierlo con più attenzione e in modo da cavarci il meglio. E’ un istinto che è loro estraneo. Dove ci sono gesti, vedono possibili sistemi passanti per costruire costellazioni di senso: e quindi esperienza.

[…] insomma il solito, massiccio, lavoro pubblicitario pagato dalla Chiesa per promuovere il suo prodotto (chissà quanto ci metteremo ancora ad ammettere che siamo debitori del meglio dell’arte occidentale alla geniale intuizione di una setta religiosa che inventò la pubblicità e vi investì quantità di denaro irragionevoli).

Sembra un serpente ubriaco, ma in verità una logica c’è, e il principio sembra essere questo: costruisci una torre in cima a una collina, poi guardi verso ovest e cerchi il punto più alto che c’è nel raggio di una settantina di metri, diciamo la distanza da cui è visibile una lanterna nella notte. In quel punto costruisci un’altra torre. Infine colleghi le due torri con un camminamento alto qualche metro, e dotato di sponde. Se per fare questo devi scendere in una gola e poi risalire dall’altra, lo fai senza scomporti, e con serena pazienza. Se devi scalare un costone ripidissimo, lo fai senza smadonnare e con ferma determinazione. Ripeti questo gesto per due secoli e ottieni la Grande Muraglia. È importante, per strada, non cambiare idea mai. Conosco gente che vive, in quel modo.

[Alessandro Baricco, I Barbari, Fandango 2006]

1 Reply to “I Barbari | Alessandro Baricco”

  1. Per me il libro sta tutto in quella quarta citazione. Il senso vero di ciò che Baricco vede. “Attenzione bassa”: due parole, fulminanti, perché sono il ritratto di una generazione. Lui non dà giudizi, non troppi, e questo rende il libro apprezzabile. Io, per dire, che sono un tot più giovane di Baricco, sarei probabilmente stato meno tenero, certamente meno comprensivo.

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