Hanno tutti ragione | Paolo Sorrentino

E sbircio, a mia volta, i movimenti sulle sedie dei miei spettatori e vedo occhi lucidi, mani di coppie anziane che si intrecciano a ribadire la giustezza di trent’anni di matrimonio, no, non è stato uno sbaglio questa vita trascorsa insieme, è stata una vita, una vitaccia, ricolma di agguati nella notte, offesa e paludata da dispiaceri e delusioni, ma ne valeva la pena

Quando palpeggi il lancinante dolore dell’amore non ci sono vantaggi, né vinti, né vincitori. Solo vita e coniugazione o morte e distacco. Solo questo. Il resto è passatempo rancoroso che lascia il tempo che trova. Che ti lascia sterile con niente in mano in un mondo di individui che, chissà perché, vogliono sempre tenere qualcosa tra le mani.

Bugie per inerzia.

è sempre così l’interpretazione dell’essere umano: si è sicuri del prossimo, mica di se stessi. Perché col prossimo puoi permetterti il lusso di schematizzare, di sceneggiare, di romanzare. E di proiettare fantasie perfette che non ti sono mai appartenute.

Allora crederete di essere diventati insonni, è tipico dell’ignorante, del povero di spirito e dell’anti-ironico, confondere il problema con il problema. Ma non è insonnia, è che vi stanno facendo pagare il conto

[Paolo Sorrentino, Hanno tutti ragione, Feltrinelli 2010]

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