Saggio sulla lucidità | José Saramago

Marito e moglie si sorrisero con discrezione, ma anche con un sottile accenno di indefinibili complicità, un sorriso che provocò al presidente del seggio una fastidiosa contrattura interiore, forse il dolore dell’invidia sapendo che lui non avrebbe mai partecipato a un sorriso come quello.

sono le piccole crepe nella vernice delle convenzioni, e non le rivoluzioni spettacolari che, con lentezza, ripetizione e costanza, finiscono per far crollare il più solido degli edifici sociali.

[…] Lo faceva concentrato per tenere i pensieri a distanza, per farli entrare a uno a uno, dopo aver loro domandato cosa portavano, il fatto è che coi pensieri non c’è prudenza che basti, alcuni ci si presentano con un’arietta di ingenuità ipocrita e subito dopo, ma troppo tardi. manifestano quanto sono malvagi.

s’infilò nell’ascensore, il nervosismo gli faceva quasi battere i piedi di impazienza, andiamo, andiamo, ma il macchinario, che passava la vira a portare gente su e giù, a sentire discorsi, molonoghi incompiuti, frammenti di canzoni stonate, qualche sospiro non trattenuto, qualche turbato mormorio, faceva finta che niente di tutto ciò lo riguardasse, tanto tempo ad andar su, tanto tempo ad andar giù, come il destino, sa ha molta fretta vada per le scale.

[José Saramago, Saggio sulla lucidità, Einaudi 2004]

1 Reply to “Saggio sulla lucidità | José Saramago”

  1. “il fatto è che coi pensieri non c’è prudenza che basti.”

    pochi sono i concetti che ho letto così veri e schietti.
    a volte c’è bisogno che qualcuno prenda dei pensieri, comuni a molti, e li materializzi sotto forma di parole.
    fa sentire più vicini. o meno soli.
    per fortuna esiste la scrittura.

    a volte per qualche mese mi scordo di questo blog e, quando me lo ricordo, trovo che durante la mia assenza hai scritto così tanto. è bello quando succede.

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