Bugiarda no, reticente | Franca Valeri

Mio padre era molto ironico e chi ha quel dono non è mai estroverso. Ho imparato […] che degli uomini, specie quelli della tua vita, non si può sapere tutto.

«Ha dei rimpianti?»
«In che senso?»
«Qualche cosa che rimpiange di non aver fatto, per esempio».
«Ma ci pensi bene, questo tipo di rimpianti  è  una mancanza di lucidità».
«Pardon?»
«È molto probabile che le cose inevase siano quelle che non si sanno fare».
La giornalista in genere non si rassegna. «Non rimpiange per esempio di non aver avuto figli? O era una scelta?»
«Questo fa parte di un’altra classifica. La vita è più veloce del previsto. Su molte cose ci si accorge con stupore di essere in ritardo».

Con la scoperta delle intolleranze alimentari, nessuno specialista si è occupato di quelle caratteriali. Delle quali chi ne soffre non vorrebbe essere guarito perché non riesce a immaginare un mondo in cui tutti gli stiano bene, non lo vorrebbe neanche. A chi ne soffre suggerisco di tenerlo per sé, non è uno stato d’animo manifestabile a parole. Chi ne è oggetto rimarrebbe così stupido da non sapersi difendere, o anche semplicemente da non capire come può aver suscitato tanta sgradevole attenzione.

L’educazione non è ormai una forma di rispetto umano scambievole e con le sue regole codificate, no certo, è resistenza alla maleducazione. […] Uso e abuso indiscriminato dei propri corpi, senza un’occhiata guardinga all’estetica, e simile abuso dell’estensione vocale in qualsiasi mezzo o località pubblica. Il maleducato guida, parcheggia e soprattutto telefona sfondando le capacità contenitive di una città, mentre sorvola sui tatuaggi e le sbornie dei figli, protestandosi di fronte a una generazione ingovernabile.

[Franca Valeri, Bugiarda no, reticente, Einaudi 2010]

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