Lire 26.900 | Frédéric Beigbeder

Il problema dell’uomo moderno non è la sua cattiveria. Al contrario, per ragioni pratiche, l’uomo moderno preferisce, nel complesso, essere buono. Detesta solo annoiarsi. La noia lo terrorizza, mentre non c’è nulla di più costruttivo e generoso che una giusta dose quotidiana di tempi morti, di istanti inerti, da soli o in compagnia. […] il vero edonismo è la noia. Solo la noia permette di godere del presente, ma tutti hanno l’obiettivo opposto: per divertirsi gli occidentali evadono attraverso la televisione, il cinema, internet, il telefono, i videogiochi, o una semplice rivista. Fanno le cose ma non ci sono mai con la testa, vivono per procura, come fosse un disonore accontentarsi di respirare qui e ora.

L’amore non ha niente a che vedere con il cuore, un organo ripugnante, una specie di pompa fradicia di sangue. L’amore stringe prima di tutto i polmoni. Non bisognerebbe dire ‘ho il cuore a pezzi’ ma ‘ho i polmoni soffocati’. Il polmone è l’organo più romantico: tutti gli amanti si prendono la tubercolosi […]

“Non l’amavo più ma l’amerò per sempre, non l’ho amata abbastanza perché l’ho sempre amata senza amarla come andava amata”.

Molto spesso vorremmo che la nostra vita fosse solo un sogno. Ci piacerebbe svegliarci, come in certi brutti film, e risolvere con questo trucco tutti i nostri problemi. Al cinema, quando un personaggio affoga, riprende subito conoscenza. Quante volte lo abbiamo visto sullo schermo: l’eroe attaccato da una bestia vischiosa e carnivora, senza più vie di scampo, che, quando il mostro sta per divorarlo, paf, si ritrova sudato nel suo letto. Perché non succede mai nella vita? Eh?
Come si fa a svegliarsi, se non si sta dormendo?

[Frédéric Beigbeder, Lire 26.900, Feltrinelli 2004]

1 Reply to “Lire 26.900 | Frédéric Beigbeder”

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.