Nella vita reale, storie così romantiche, accadono raramente e, quando accadono, sono brevi. È la loro natura. Per noi, come per tutti coloro che assaporano il primo impeto di un amore clandestino, l’incanto era tutto nel presente. Non sarebbe mai potuto durare in quel modo, ma ci ha legati con una forza che dura ancora oggi, nonostante tutto quello che è successo.
E mentre la baciavo provai la pura gioia di esserci ritrovati, il potere assoluto e schiacciante della nostra passione, la forza di quella unione. E non ebbi il buon senso di averne paura.
È sempre stata una cosa stranissima per me – ho pensato in quei giorni – come mai a un certo punto c’è una persona che in qualche modo ti altera il ritmo circolatorio, i suoi movimenti accelerano e rallentano le velocità del tuo sangue come il traffico e i terremoti, e poi questo pezzo di mondo si diffonde negli strati oscuri del tuo cervello e si mette a spostare i blocchi dei tuoi pensieri. Chissà che casino mi è successo dentro a la testa, coi neuroni che fanno le loro tracce, nuovi tracciamenti nuova vita – ho pensato – le cosiddette nuvole chimiche dei nostri umori, me lo prendi dentro e ti metti a pulsare, a mollare e stringere e mollare e stringere, e vien fuori del tracciamento neuronico nuovo, vita nuova. Nuove tracce nuove giornate. E alla fine diventiamo dei sacchi pieni di pezzi di mondo buttati dentro a caso, a seconda della fortuna. Se sei sfortunato e non fai gli incontri giusti diventi un sacco pieno di frattaglia morta, se sei fortunato diventi un sacco pieno di belle cose.
un mattino, ci si sveglia. è il momento di ritirarsi dal mondo, per sbalordirsene.
tu che cerchi l’amore, sei la forza che ti manca.
un prato gigantesco e due estranei. come portarli in un solo secondo ad abbracciarsi senza passare attraverso gli stadi intermedi e senza declamare le frasi che milioni di uomini e di donne hanno già rese insipide prima di noi?