Sono socievole fino all’eccesso | Ugo Cornia

“quelli che noi chiamiamo mostri, non lo sono per Dio, che vede nell’immensità della sua opera l’infinità delle forme che vi ha compreso, e c’è da credere che la forma che ci stupisce abbia un rapporto e una relazione con qualche altra forma dello stesso genere sconosciuta all’uomo. Dalla sua perfetta sapienza non procede nulla…

Atti osceni in luogo pubblico | Marco Missiroli

Spesso il divorzio è un capriccio contro la vecchiaia. Si voltò e mi abbracciò. Ci tenemmo lì e per la prima volta avvertii la paura che le succedesse qualcosa, e che la mia felicità fosse la sua, e anche i dolori e le apprensioni e le possibilità di qualcosa di buono. Non ero più vulnerabile…

Bambini nel tempo | Ricardo Menéndez Salmón

Conoscevano la dolcezza, l’inganno, la malinconia, l’estasi e l’apatia. Si erano separati e ritrovati varie volte. Però non si erano mai ignorati, a dispetto del tempo o dello spazio. La stabilità del loro amore era più un fatto di coerenza che di fedeltà. La chimica tra due persone non è soltanto questione di molecole. Elena…

L’uomo che cade | Don DeLillo

Non erano solo i giorni e le notti passate a letto. Il sesso era ovunque, all’inizio, nelle parole, nelle frasi, nei gesti appena accennati, nei minimi indizi di alterazione dello spazio. Lei posava un libro o una rivista, e intorno a loro si adagiava una piccola pausa. Anche quello era sesso. Camminavano per strada insieme…

Il tempo è un bastardo | Jennifer Egan

Nel giro di soli venti minuti avevano superato di slancio l’agognato punto di contatto-significativo-attraverso-un’esperienza-condivisa e raggiunto la meno desiderabile condizione del conoscersi-troppo-bene. Mi ricordo di ogni abbraccio che gli ho dato. E ogni volta imparo una cosa: quant’è calda la sua pelle, che ha i muscoli come Scotty anche se lui la maglietta non se…

riflessioni #5: internet

le cose che mi mancano di più da quando c’è internet su (quasi) tutti i cellulari: smettere di lavorare quando esco dall’ufficio. andare davvero in ferie. fare una cosa alla volta. essere tutta qui e ora, parlando con chi è qui, ora. incrociare gli sguardi delle persone camminando per strada, in metropolitana, in coda alla…

Le città invisibili | Italo Calvino

[…] il passato del viaggiatore cambia a seconda dell’itinerario compiuto, non diciamo il passato prossimo cui ogni giorno che passa aggiunge un giorno, ma il passato più remoto. Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più d’avere: l’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più…

Dove il vento grida più forte | Robert Peroni

[…] ho sempre pensato che la sofferenza sia parte integrante della vita. Non la cercavo, certo, ma ero pronto ad accettarla. È una cosa che ho imparato da questo popolo, consapevole com’è che il dolore è inevitabile, un aspetto come un altro dell’esistenza. La nostra società cerca di rimuovere anche il più piccolo malessere: per…

I miserabili | Victor Hugo

[…] se fosse dato ai nostri occhi terreni di vedere nella coscienza altrui, si giudicherebbe molto più sicuramente un uomo da quel che sogna, che da quel che pensa. Nel pensiero v’é la volontà, mentre non v’é alcuna nel sogno. Il sogno, affatto spontaneo, assume e conserva, anche nel gigantesco e nell’ideale, il volto della…