Dec 17

[PslA 2010] happily ever after.

“It takes an entire lifetime to write the words «and they lived happily ever after»” (I wrote this for you)

salgono lentissimi, lei aggrappata al braccio di lui, lui aggrappato alla porta del tram.
si siedono davanti a me, lui le cede il posto dalla parte del finestrino.
sono vecchissimi e vestiti a festa, come se fosse  domenica, come se fosse Natale.
lei non parla mai, annuisce solamente.
lui invece parla molto, come per farle passare più in fretta questo viaggio in tram.
ha una voce bassa e calma.

le ricorda che oggi è il compleanno di una cognata, quest’anno ne fa ottantasette e bisognerà chiamarla quando arriviamo a casa.
racconta di tutti i negozi che c’erano prima, li indica uno a uno. quante cose sono cambiate. ti ricordi, il calzolaio? e lì, lì c’era un panettiere, te lo ricordi?
lei continua ad annuire silenziosa e appoggia le dita sul vetro come una bambina che incantata dalla neve alla finestra. stasera per cena basta che mi scaldi un po’ di brodo, così non fai fatica.
guarda, le bancarelle spagnole, ti ricordi la zuppa che abbiamo mangiato noi là, in Spagna, nel ’62? te la ricordi?

(Milano 2010)

[quest’omino qui c’è riuscito anche quest’anno e io lo ringrazio tanto. scaricate, leggete, mettete sotto l’albero]

 

 

4
comments

4 comments!!!

  1. Andrea says:

    Non lo so dire in italiano, quello che ho provato nel leggerlo, ma qui direbbero qualcosa come: “I read it and I was like Wow”.

  2. Vivo da troppo poco a Milano ma il tram, qui, mi racconta sempre qualche storia.
    Quella che hai raccontato è un’immagine spettacolare, quelle coppie di vecchietti che amo incontrare perchè sembra che siano lì per dirti “esiste”, che ti fanno sognare ma che allo stesso tempo ti fanno gelare il sangue al pensiero “e se non fosse così per me?”.

  3. paola says:

    grazie andrea :)
    simona, hai capito perfettamente la sensazione che volevo trasmettere. sono contenta di esserci riuscita.

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