Category: me

Jul 08

riflessioni #3: l’amore.

la prima definizione di amore è che la sua misura è la mancanza (cit.).
la seconda definizione di amore è quando stai così bene con qualcuno che è come stare da sola.
la terza definizione di amore è che non devi fare niente, e non fare niente insieme è bellissimo.
la quarta definizione di amore è, ovviamente, gelato.

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Apr 16

riflessioni #2.

pensavo che invecchiando avrei finalmente capito cosa voglio.
e invece.

invece mi è sempre più chiaro solo quello che *non* voglio.

si può essere felici per esclusione?

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Feb 02

esperimenti.

sono uscita senza telefono per provare a tenere alta la testa e guardare la gente.

senza telefono: quelli del mercato mi urlano le offerte chiamandomi signorina, ho scoperto che la gente esce principalmente per i cani e che i cani sono – in media – più carini della gente, ho visto un cane grande grande entrare in un negozio per scappare da un cane minuscolo (la padrona mi ha sorriso, e io a lei) (così), una signora mi ha chiesto di accompagnarla alla ricerca di un antiquario leggendo tutte le insegne per lei che ci vede poco, molte persone litigano per i parcheggi (pare che prenotarlo senza macchina non sia valido).

voglio anch’io uno di quei carrellini per la spesa.

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Dec 05

winter is coming (and it’s beautiful)

da qualche giorno mi trovo, nell’orario solitamente più produttivo della mia giornata lavorativa, ad attraversare tutta la città sul tram.

non sono abituata ai negozi aperti, al passeggio lento, al traffico.
sono sempre uscita dall’ufficio in una milano in ritardo, con le serrande abbassate. una milano che corre a casa per una cena al volo, o una famiglia trascurata.

le persone delle sei camminano lente, anche nel freddo, si fermano a guardare le luci, le decorazioni curate dei negozi, passeggiano con buffi bambini imbacuccati nei passeggini.

sono quelle persone rassicuranti, con la sciarpa, la cuffia e le mani in tasca.

persone che è bello guardare dal finestrino perché ti promettono che, anche se è l’anno più difficile, Natale sta arrivando, e andrà tutto bene.

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Sep 19

come sospesa.

son giorni che non sono niente, che guardo le cose e immagino le vite senza essere nessuna cosa, nessuna vita.
son giorni che ascolto una musica nuova, quella delle parole. me ne rimangono un sacco appiccicate addosso che non riesco ancora a mettere in ordine.
son giorni che le cose che devo fare le faccio fare all’altra me, quella che cammina, respira, parla e lavora senza chiedermi niente. io invece sono lì ad ascoltare tutte le cose che mi dici, ferma sulle virgole e sui futuri, a cercare di capire cose che non si possono capire ma solo fare.
son giorni che sento di essermi buttata ma senza arrivare da nessuna parte, come sospesa, tra la vita che so e le altre mille che sono lì (e spero che mi aspettino ancora un pochino).

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Feb 17

io, di questa giornata nazionale del gatto, non ne so nulla.

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Dec 25

stanno tutti bene.

[è un post che scrivo per me: faccio finta che il blog sia un diario, come ai vecchi tempi]

questo è l’anno che i prossimi anni dirò che bell’anno quell’anno.
è l’anno delle persone giuste nei momenti perfetti, di me che sono stata proprio brava (“ho lavorato bene” si dice in questi casi) e ne ho visto i risultati dentro al cuore e negli occhi degli altri.
ho molte meno persone vicino e son propri quelle che voglio, la mia famiglia è tutta stretta intorno a un piccolino che arriverà fra poco e tutti non vediamo l’ora di vedere se avrà i piedini così piccoli come le calzine che gli ho preso.

stanno tutti bene e io mi sento la più fortunata di tutti perché oggi sono qui con loro.

20111225-154259.jpg

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Sep 08

donne da spogliatoio.

c’è quella nuova, appena arrivata. quella sceglie il primo armadietto vicino alla porta, quello dove passano tutti e l’aria condizionata è a bomba, quello talmente lontano dalla doccia che per arrivarci devi chiedere indicazioni.
c’è quella che si porta 15 amiche e che il tempo che io impiego per cambiarmi, fare il corso, la sauna, l’idromassaggio, uscire e andarmene, lo passa nello spogliatoio a parlare male della vicina di casa cicciona.
c’è quella timida, che si cambia nell’asciugamano, si tiene il costume nella doccia e sceglie l’armadietto dietro la colonna, quello senza specchi nei dintorni.
c’è la famiglia calabrese che (giuro!) si porta la borsa frigo per il tè della bambina che se corre poi ha sete.

poi c’è lei, l’ape regina, quella che ha il diritto di prelazione sugli armadietti più comodi, quella che tiene ogni sera una conferenza di aggiornamento sui cazzi suoi con un tono di voce talmente fastidioso che non puoi fare a meno di chiederti se il tipo con cui racconta di uscire sia sordo o semplicemente immaginario.
quella che non è figa, ma finge benissimo perché prima di uscire dalla palestra si massaggia con il guanto scrabboso, si mette la crema idratante, la crema anticellulite, l’abbrozzante, si trucca, si asciuga i capelli, si fa la piega e la piastra, si mette i tacchi e gli orecchini. e svolge tutte queste operazioni sempre nuda, immagino per dimostrare che lei problemi non ne ha, niente la imbarazza e, quanto a ceretta, è fan della strisciolina.

ecco, lei è quella che la settimana scorsa m’ha rubato l’asciugamano.

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Apr 07

sono fatta così (cit.).

io l’odio non ce l’ho, non me l’hanno fatto. o forse sono troppo pigra per.

io ho le persone che per me sono vive, e quelle che ho deciso che sono morte.

finché sono vive, si può aggiustare tutto, anche quello che sembra ormai da buttare.

ma il giorno che sono morte non c’è più niente da fare.
nessuno è mai tornato da quel posto buio della testa in cui metto le persone quando fanno troppo male.

non morire, per favore.

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Mar 30

one of those days.

Blue_Spring_by_Citrusfruktci sono i giorni normali, quelli in cui so le cose e sto bene.
ci sono i giorni belli, quelli in cui sono dentro alle cose e le vivo.
poi ci sono i giorni tipo oggi. oggi ho bisogno di toccare tutto, di chiedere conferme, di farmi dire che va tutto bene.

come se perdessi i confini di me stessa e li ritrovassi solo sfiorandoti.

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