Category: me

Jun 09

il club dell’emicrania.

quello dell’emicrania è un vero e proprio club.

perché chi non l’ha mai avuta, l’emicrania, non la può proprio capire.
mentre tra noi che l’abbiamo regolarmente, l’emicrania, c’è sempre questo scambio di sguardi che oscilla tra la comprensione e la compassione.

e la gente che non ce l’ha mai avuta, l’emicrania, la riconosci da due precise domande:
– ah, hai mal di testa?
– beh, perché non prendi qualcosa?

primo. se il mal di testa fosse una brezza marina, l’emicrania sarebbe uno tsunami.
secondo. se ci fosse qualcosa da prendere nessuno ce l’avrebbe mai, l’emicrania.

la verità è che c’è un solo metodo per farsela passare, l’emicrania, ed è aspettare.
ed è il motivo per cui io, quando ho l’emicrania, sono molto serena.

la cosa che mi piace di più, quando ho l’emicrania, è descrivere mentalmente quello che sento dove pulsa l’emicrania.
uno spillo molto appuntito che ti fora il sopracciglio in modo molto lento.
un martello che picchia ripetutamente nello stesso punto, ogni volta facendoti un po’ più male.
un dito che ti si infila nell’occhio e cerca di cavartelo.
un cerchio di ferro che con un giro, sempre lentissimo, ti si stringe intorno alla testa.

io sono molto serena quando ho l’emicrania.

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Jan 09

riflessioni #5: internet

le cose che mi mancano di più da quando c’è internet su (quasi) tutti i cellulari:

smettere di lavorare quando esco dall’ufficio.

andare davvero in ferie.

fare una cosa alla volta.

essere tutta qui e ora, parlando con chi è qui, ora.

incrociare gli sguardi delle persone camminando per strada, in metropolitana, in coda alla cassa, in sala d’attesa, in ascensore.
no, in ascensore forse no.

la tua voce.

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Oct 02

riflessioni #4: nostalgia

c’è questa cosa che sto iniziando a dimenticarmi come si stava prima di questo scriverci tanto e non parlarci mai, prima di questo darci appuntamenti e decidere all’ultimo di non arrivare perché tanto ti avverto con un messaggio.
sto iniziando a dimenticarmi com’era vedersi e avere delle cose da raccontarci perché non le avevamo lette da qualche parte prima.
sto iniziando a dimenticarmi di quando ti dovevo telefonare a casa e avevo paura perché poi se rispondevi davvero? allora buttavo giù al secondo squillo ma era già un po’ come sentirti.
sto iniziando a dimenticarmi le lettere, le cartoline, i biglietti.

e se penso che siamo l’ultima generazione che può raccontare com’era quando per uscire con qualcuno dovevi effettimavente tirare fuori la voce e tutto il coraggio, mi viene voglia di lanciare il telefono fuori dalla finestra.

o di scriverti un messaggio su whatsapp.

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Jul 22

cose di fiordi norvegesi.

nel mio lavoro capita che ti mandino in norvegia a vedere i fiordi. e niente, son bellissimi.
ma la sorpresa vera son sempre le persone, le loro storie, il loro talento.


(photo by @vutheara)

le loro foto le potete vedere qui.

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Jul 08

riflessioni #3: l’amore.

la prima definizione di amore è che la sua misura è la mancanza (cit.).
la seconda definizione di amore è quando stai così bene con qualcuno che è come stare da sola.
la terza definizione di amore è che non devi fare niente, e non fare niente insieme è bellissimo.
la quarta definizione di amore è, ovviamente, gelato.

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Apr 16

riflessioni #2.

pensavo che invecchiando avrei finalmente capito cosa voglio.
e invece.

invece mi è sempre più chiaro solo quello che *non* voglio.

si può essere felici per esclusione?

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Feb 02

esperimenti.

sono uscita senza telefono per provare a tenere alta la testa e guardare la gente.

senza telefono: quelli del mercato mi urlano le offerte chiamandomi signorina, ho scoperto che la gente esce principalmente per i cani e che i cani sono – in media – più carini della gente, ho visto un cane grande grande entrare in un negozio per scappare da un cane minuscolo (la padrona mi ha sorriso, e io a lei) (così), una signora mi ha chiesto di accompagnarla alla ricerca di un antiquario leggendo tutte le insegne per lei che ci vede poco, molte persone litigano per i parcheggi (pare che prenotarlo senza macchina non sia valido).

voglio anch’io uno di quei carrellini per la spesa.

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Dec 05

winter is coming (and it’s beautiful)

da qualche giorno mi trovo, nell’orario solitamente più produttivo della mia giornata lavorativa, ad attraversare tutta la città sul tram.

non sono abituata ai negozi aperti, al passeggio lento, al traffico.
sono sempre uscita dall’ufficio in una milano in ritardo, con le serrande abbassate. una milano che corre a casa per una cena al volo, o una famiglia trascurata.

le persone delle sei camminano lente, anche nel freddo, si fermano a guardare le luci, le decorazioni curate dei negozi, passeggiano con buffi bambini imbacuccati nei passeggini.

sono quelle persone rassicuranti, con la sciarpa, la cuffia e le mani in tasca.

persone che è bello guardare dal finestrino perché ti promettono che, anche se è l’anno più difficile, Natale sta arrivando, e andrà tutto bene.

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Sep 19

come sospesa.

son giorni che non sono niente, che guardo le cose e immagino le vite senza essere nessuna cosa, nessuna vita.
son giorni che ascolto una musica nuova, quella delle parole. me ne rimangono un sacco appiccicate addosso che non riesco ancora a mettere in ordine.
son giorni che le cose che devo fare le faccio fare all’altra me, quella che cammina, respira, parla e lavora senza chiedermi niente. io invece sono lì ad ascoltare tutte le cose che mi dici, ferma sulle virgole e sui futuri, a cercare di capire cose che non si possono capire ma solo fare.
son giorni che sento di essermi buttata ma senza arrivare da nessuna parte, come sospesa, tra la vita che so e le altre mille che sono lì (e spero che mi aspettino ancora un pochino).

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Feb 17

io, di questa giornata nazionale del gatto, non ne so nulla.

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