Category: me

Dec 25

stanno tutti bene.

[è un post che scrivo per me: faccio finta che il blog sia un diario, come ai vecchi tempi]

questo è l’anno che i prossimi anni dirò che bell’anno quell’anno.
è l’anno delle persone giuste nei momenti perfetti, di me che sono stata proprio brava (“ho lavorato bene” si dice in questi casi) e ne ho visto i risultati dentro al cuore e negli occhi degli altri.
ho molte meno persone vicino e sono proprio quelle che voglio. la mia famiglia è tutta stretta intorno a un piccolino che arriverà fra poco e non vediamo l’ora di scoprire se avrà davvero i piedini piccoli come le calzine che gli ho preso.

20111225-154259.jpg

 

stanno tutti bene e io mi sento la più fortunata perché oggi sono qui con loro.

 

0
comments

Sep 08

donne da spogliatoio.

c’è quella nuova, appena arrivata. quella sceglie il primo armadietto vicino alla porta, quello dove passano tutti e l’aria condizionata è a bomba, quello talmente lontano dalla doccia che per arrivarci devi chiedere indicazioni.
c’è quella che si porta 15 amiche e che il tempo che io impiego per cambiarmi, fare il corso, la sauna, l’idromassaggio, uscire e andarmene, lo passa nello spogliatoio a parlare male della vicina di casa cicciona.
c’è quella timida, che si cambia nell’asciugamano, si tiene il costume nella doccia e sceglie l’armadietto dietro la colonna, quello senza specchi nei dintorni.
c’è la famiglia calabrese che (giuro!) si porta la borsa frigo per il tè della bambina che se corre poi ha sete.

poi c’è lei, l’ape regina, quella che ha il diritto di prelazione sugli armadietti più comodi, quella che tiene ogni sera una conferenza di aggiornamento sui cazzi suoi con un tono di voce talmente fastidioso che non puoi fare a meno di chiederti se il tipo con cui racconta di uscire sia sordo o semplicemente immaginario.
quella che non è figa, ma finge benissimo perché prima di uscire dalla palestra si massaggia con il guanto scrabboso, si mette la crema idratante, la crema anticellulite, l’abbrozzante, si trucca, si asciuga i capelli, si fa la piega e la piastra, si mette i tacchi e gli orecchini. e svolge tutte queste operazioni sempre nuda, immagino per dimostrare che lei problemi non ne ha, niente la imbarazza e, quanto a ceretta, è fan della strisciolina.

ecco, lei è quella che la settimana scorsa m’ha rubato l’asciugamano.

9
comments

Apr 14

Un’inquietante simmetria | Audrey Niffeneger

«Essere innamorato per me è angoscioso» [...] «C’è la voglia di piacere, la preoccupazione che lei mi veda per quello che sono. Ma anche la voglia di essere conosciuto. Insomma… sei nudo, e gemi nel buio, senza alcuna dignità…Volevo che lei mi vedesse e mi amasse anche se mi conosceva in tutto e per tutto per quello che sono, e io conoscevo lei. Adesso lei se n’è andata e la mia conoscenza è incompleta. Così ogni minuto del giorno io provo a immaginare cosa sta facendo, cosa dice e con chi parla, che aspetto ha. Cerco di rimediare alle ore perse e diventa sempre più difficile mano a mano che si accumulano, tutto il tempo passato da quando è andata via. Lo devo immaginare. [...]».

[Audrey Niffenegger, Un'inquietante simmetria, Mondadori 2009]

1
comments

Apr 07

sono fatta così (cit.).

io l’odio non ce l’ho, non me l’hanno fatto. o forse sono troppo pigra per.

io ho le persone che per me sono vive, e quelle che ho deciso che sono morte.

finché sono vive, si può aggiustare tutto, anche quello che sembra ormai da buttare.

ma il giorno che sono morte non c’è più niente da fare.
nessuno è mai tornato da quel posto buio della testa in cui metto le persone quando fanno troppo male.

non morire, per favore.

0
comments

Mar 30

one of those days.

Blue_Spring_by_Citrusfruktci sono i giorni normali, quelli in cui so le cose e sto bene.
ci sono i giorni belli, quelli in cui sono dentro alle cose e le vivo.
poi ci sono i giorni tipo oggi. oggi ho bisogno di toccare tutto, di chiedere conferme, di farmi dire che va tutto bene.

come se perdessi i confini di me stessa e li ritrovassi solo sfiorandoti.

0
comments

Mar 21

you’ve got to draw the line somewhere.

by chz-brgrpoi c’è un momento della vita dove ti sembra di non poter più accogliere nuove persone, che non ci sia più niente di bello intorno da far entrare nel tuo piccolo spazio vitale.

forse perché ogni nuova opportunità che immagini di dare alle persone diventa solo una grande paura di farti male. o forse perché ti accorgi che tutto quello che ti serve è già lì, dentro alla linea che ti sei disegnata intorno.

2
comments

Mar 01

lost in paolina.

io quando sono sui mezzi pubblici faccio dei pensieri assurdi.

uno di questi pensieri mi viene guardando le persone che sono nel mio vagone o sul mio autobus.
mi metto lì a guardarli uno a uno e mi chiedo, metti che adesso succede qualcosa, tipo un tragedia, tipo lost.
metti che siamo noi 15 o 20 qui dentro e ci dobbiamo arrangiare per, non so, tre mesi. che succederebbe?
inizio ad assegnare a ognuno un personaggio, quello che vuole salvare tutti, quello che va in crisi di panico, quello che non vedeva l’ora gli succedesse qualcosa nella vita, la ragazza coraggiosa. mi chiedo cosa farebbe quella che passa tutto il viaggio a chiamare gente al telefono, come sopporterebbe la noia? mi chiedo chi si innamorerebbe di chi, e quanto adesso che tutto va bene quella persona ce l’ha come ultimo pensiero, l’amore.

alla fine mi chiedo che personaggio sarei io e non riesco mai a rispondermi.

4
comments

Feb 16

please, don’t talk about me when i’m gone.

c’è questa cosa, che le persone non sono (quasi) mai come le vedi.
quello che vedi è solo l’impalcatura, la facciata, la vetrina.
sì, una vetrina studiata negli anni, studiata apposta per far entrare solo le persone curiose di scoprire cosa c’è dentro. una vetrina fatta in modo che le persone superficiali ci passino davanti senza fermarsi. anzi, quando passano quelle persone lì, quelle che non vogliamo dentro, scende una tendina per mostrare ancora meno e corriamo a chiudere a chiave la porta delle stanze al piano di sotto, quelle con le cose più care.

tu, tu che sei passata qui davanti e ti sei fermata a guardare.
tu che sei entrata, hai visto cosa c’era dentro.
tu che sembravi così attenta a tutti i particolari.
tu che ti vantavi della tua grande esperienza, delle tua incredibile capacità di capire tutto al volo.
tu sei entrata e hai fatto finta di sederti a chiacchierare, complice.
poi, senza preoccuparti di vedere davvero cosa c’era nelle mie stanze, hai rotto tutte le cose che ti ho mostrato e sei uscita sbattendo la porta.

(io adesso chiudo per un po’ e rimetto tutto a posto, ma tu, per favore, non tornare più).

3
comments

Feb 14

my valentine.

una canzone così e la tua mano da stringere forte.

la notte ho ascoltato il traffico
profondo come una sinfonia
fa pensare al nostro dentro conquistato
e poi sempre squarciato, perduto
e questa pelle attaccata alla mia pelle che stanotte dice
stringimi, succederà comunque, perchè è questo che ci aspetta


0
comments

Jan 10

puff.

il giorno che t’ho incontrato non mi accontento di chiamarlo maledetto.
il giorno che t’ho incontrato lo vorrei cancellare da tutti i calendari di tutti gli universi di tutti i mondi possibili e paralleli.
io quel giorno lo accartoccerei come una pagina mal scritta e lo butterei nel fuoco al centro della terra dopo aver scavato il buco più profondo che esista.

e guarda che lo dico per te.

3
comments