Aug 09

La Svizzera | Paolo Nori

[…] io mi ricordo, c’eran delle volte, i primi tempi, che l’andavo a prendere, che lei entrava, si sedeva di fianco, avevo una Fiat 1100, che eran delle macchine larghe, non come quelle di adesso, e lei era così piccolina, non so come dire, lei, così piccolina, mi riempiva la macchina, e io non riuscivo a guardarla, non mi sembrava vero che avevo la macchina piena di Germana, e non parliamo del dopo, che dopo… Cioè, io c’è stato, all’inizio, piccolina era piccolina, ma… mi sembrava che aveva tanta di quella pelle.

[…] è una cosa, non so come dire, io, mi bastava guardarla, al mattino, nella luce della cucina, […] l’odore del caffè, e lei sulle braccia le si vedeva la peluria bionda che aveva, ma dei peli piccolissimi, che si vedevano solo controluce, e il movimento che faceva quando beveva il caffè, la testa che andava in giù, e io non ero più niente, mi sembrava di morire, io in quei miomenti se mi veniva un colpo sarei stato contento, quei primi anni lì, poi primi, erano quindici, che quando andavo a letto, io non vedevo l’ora di svegliami, non so se mi capisci.

[Paolo Nori, La Svizzera, Il Saggiatore, 2013]

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