Ma prima che se ne andasse misi la mano di nuovo sul suo collo e scivolammo in un abbraccio che dapprincipio fu goffo – ma che importava? -; insistemmo, e finimmo con lo stringerci forte l’uno contro l’altra: restai aggrappato al suo silenzio e, chiudendo gli occhi davanti alla nostra immagine riflessa nella finestra della cucina, intuii distintamente la figura di un nodo, fatto dalle tacite paure e dal mio famelico desiderio, che avrebbe resistito saldamente al peggio che il futuro ci avrebbe riservato.
[...] si era messa in ghingheri, come fa la gente quando è presa da quello strano senso delle convenienze a cui è legata la convinzione che, caso mai dovessero andare incontro al loro destino, almeno sono vestiti come si deve.
[Jonathan Coe, La famiglia Winshaw, Feltrinelli 1994]
bella questa cosa (appena scoperta) di riportare degli stralci di quello che si è letto piuttosto che partire con la solita recensione, complimenti!
Grazie mille Alfo e benvenuto! :)
grazie a te