Jun 15

D’amore si muore ma io no | Guido Catalano

Quando ti piace un sacco una che ti sembra di piacerle.
Quando ti sembra che tutto collimi, ti sembra che ci sia una specie di incastro miracoloso, che si rasenti la perfezione, che parlare con lei sia semplice e che le battute si incastrino quasi come se ci fosse dietro uno sceneggiatore, uno scrittore che fa dire e fare e speriamo baciare i due, che tutto è giusto al momento giusto e che sembra impossibile ma non lo è.
Son quei momenti che lo spazio e il tempo mutano e le leggi fisiche se ne vanno a zonzo e se adesso si mettesse a piovere io manco me ne accorgerei, sono ancorato ai suoi occhi con i miei di occhi, se la terra fosse scossa dal terremoto, non ne avrei coscienza, quantomeno fino al senso grado della Scala Mercalli, se ci fosse un’invasione di extraterrestri incazzati, qui, proprio qui nel cielo di Collegno, io non mi accorgerei di nulla.

E ci abbracciamo e tra un bacio e un altro ci guardiamo in silenzio e questa cosa di guardarsi tra un bacio e un altro secondo me, tra le cose che esistono in natura, e ne esistono di gran belle, questa cosa del guardarsi in silenzio negli occhi abbracciandosi baciandosi, è una delle più meravigliose e incredibili nel mondo conosciuto.

Ecco, secondo me tutti dovrebbero avere il diritto costituzionale di trovare nella loro buca delle lettere una busta con dentro una poesia d’amore. Almeno una volta nella vita tutti, secondo me, dovrebbero.

«Dimmi una cosa che ti piace veramente di me».
«I tuoi baci.»
«Quanto?»
«Ogni volta che mi baci, muore un nazista.»

[Guido Catalano, D’amore si muore ma io no, Rizzoli, 2016]

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