Quando trovo un libro che mi appassiona mi sento all’improvviso più forte perché so che, qualsiasi cosa succeda là fuori, ho sempre un posto in cui rifugiarmi e dimenticare tutto per qualche ora.
È come portarsi una seconda vita di sicurezza nella borsetta.
Archive for June, 2010
second life.
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lucky me.
È un periodo un po’ così, non tanto bello.
Me ne succedono di ogni. E più mi rattristo più me ne succedono.
Però stamattina, indossando i pantaloni pesanti per affrontare questo primo giorno d’estate novembrina, nella tasca ho trovato cinquanta euro.
E lo so che alla fine sono sempre soldi miei che avevo perso quindi non ho fatto altro che pareggiare, però ho pensato che fosse un buon segno, ecco.
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Caino | José Saramago
La via dell’inganno nasce stretta, ma trova sempre chi sia disposto ad allargarla, diciamo che l’inganno, ripetendo la voce popolare, è come il mangiare e il grattarsi, tutto sta a cominciare.
È curioso che le persone parlino con tanta leggerezza del futuro, come se lo avessero in mano, come se fosse in loro potere di allontanarlo o avvicinarlo secondo le convenienze e le necessità di ciascun momento.
[José Saramago, Caino, Feltrinelli 2010]
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waiting for.
Come se fossi seduta in panchina ad aspettare qualcosa.
Come se questa vita non fosse ancora la mia, come fossi tra il pubblico a guardare, a giudicare.
Come se vedessi tutti che corrono, che giocano, che vincono.
Tranne me.
.
Eppure sono pronta, mi sono preparata, ho studiato.
Lo so come si fa. E sono anche brava. Davvero.
So chi sono. E so che mi spetta il posto da protagonista.
E allora perché sono ancora qui, ferma?
“Ogni tanto mi chiedo cosa mai stiamo aspettando.” (silenzio) “Che sia troppo tardi, madame”
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Il peso della farfalla | Erri De Luca
Sono scarsi i sensi in dotazione alla specie dell’uomo. Li migliora con il riassunto della intelligenza. Il cervello dell’uomo è ruminante, rimastica le informazioni dei sensi, le combina in probabilità. L’uomo così è capace di premeditare il tempo, progettarlo. È pure la sua dannazione, perché dà la certezza di morire.
La pendola con la voce del cuculo di legno batte i colpi di un pulcino dentro all’uovo. [...]
Pensa: nessuna geometria ha ricavato la formula dell’uovo. Per il cerchio, la sfera c’è il pigreco, ma per la figura perfetta della vita non c’è quadratura.[...] non si ripara niente dopo il danno. Si può solo rinunciare a rifarlo.
Ci sono carezze che aggiunte sopra un carico lo fanno vacillare.
[Erri De Luca, Il peso della farfalla, Feltrinelli 2009]
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L’amore ai tempi del colera | Gabriel García Márquez
Aveva speso molto denaro, molto ingegno e molta forza di volontà perché non si notassero i settantasei anni che aveva compiuto nel marzo scorso e nella solitudine della sua anima era convinto di aver amato in silenzio molto più di qualsiasi altro a questo mondo.
Gli bastò un interrogatorio insidioso, prima a lui poi alla madre, per comprovare una volta di più che i sintomi dell’amore sono gli stessi del colera.
Era ancora troppo giovane per sapere che la memoria del cuore elimina i cattivi ricordi ed esalta quelli buoni, e che grazie a quell’artificio riusciamo a sopportare il passato.
[...] ma si lasciò portare dalla sua convinzione che gli esseri umani non nascono sempre il giorno che le loro madri li danno alla luce ma che la vita li obbliga ancora molte altre volte a partorirsi da soli.
Qualsiasi cosa la faceva piangere: [...] l’odore della sua pelle che sarebbe durato sulla sua per parecchio tempo dopo la morte. [...]
Una volta lui le aveva detto qualcosa che lei non riusciva a immaginare: gli amputati sentono dolori, crampi, solletico, alla gamba che non hanno più. Così si sentiva lei senza di lui, sentendolo là dove non c’era più.
[Gabriel García Márquez, L'amore ai tempi del colera, Mondadori 2005]
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