Archive for August, 2009

Aug 31

Neve | Orhan Pamuk

“Ci sono due tipi di uomini,” [...] “Il primo, per innamorarsi deve sapere come una ragazza mangia un panino, come si pettina, per quali assurdità si crea dei problemi, perché suo padre si arrabbia, e altre storie e leggende che si raccontano su di lei. Invece il secondo tipo, e io sono così, deve sapere pochissime cose su una ragazza per innamorarsene.”
“Allora sei innamorato di me perché non mi conosci affatto? Secondo te è vero amore questo?”
“L’amore per cui uno darebbe tutto quello che ha è così”

“Come hai fatto a innamorarti di me senza conoscermi?”
“Perché sei bella… Perchè immagino che saremo felici insieme… Perché riesco a dirti tutto senza sentirmi in imbarazzo. Immagino sempre di fare l’amore con te.”

[Orhan Pamuk, Neve, Einaudi 2004]

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Aug 24

Il manuale del contorsionista | Craig Clevenger

La storia della vita di uno è uguale a quello che ha più quello che desidera più di tutto al mondo, meno quello che è davvero disposto a sacrificare per ottenerlo.
Movimento lento, le sue braccia attorno a me, il mio volto sepolto nel collo ad aspirare il suo odore, il suo respiro come un dolce ronzio nell’orecchio. Pensieri, cuore, sangue, tutto all’improvviso si fermò e si raccolse al centro di me, pronto ad esplodere. [...]
Stavo fluttuando nell’occhio del ciclone, nella zona più tranquilla dell’amore più profondo che avessi mai provato.
“Ti amo” dissi. Ma non con la voce.

[Craig Clevenger, Il manuale del contorsionista, Mondadori 2005]

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Aug 17

C’è questo stanotte | Massimo Volume

Ho scavalcato il tuo corpo scomposto nel sonno
e nella mia parte di letto mi sono avvolto nel tuo calore.

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Aug 12

La fata Carabina | Daniel Pennac

Ci son quelli che vengono schiantati dal dolore. Quelli che parlano del più e del meno sull’orlo della tomba, e continuano in macchina, del più e del meno, neanche del morto, di piccole cose domestiche, ci sono quelli che dopo si suicideranno e non glielo si vede in faccia, ci sono quelli che piangono molto e cicatrizzano in fretta; quelli che annegano nelle lacrime che versano, quelli che sono contenti, sbarazzati da qualcuno, ci sono quelli che non riescono più a vedere il morto, tentano, ma non ce la fanno, il morto ha portato con sé la propria immagine, ci sono quelli che vedono il morto ovunque, vorrebbero cancellarlo, vendono i suoi tre stracci, bruciano le sue foto, traslocano, cambiano continente, ci riprovano con un vivo, ma niente da fare, il morto è sempre lì, nel retrovisore, ci sono quelli che fanno il pic-nic al cimitero e quelli che lo evitano perché hanno una tomba scavata nella testa, ci sono quelli che non mangiano più, ci sono quelli che bevono, quelli che si domandano se il loro dolore è autentico o costruito, ci sono quelli che si ammazzano di lavoro e quelli che finalmente si prendono una vacanza, ci sono quelli che trovano la morte scandalosa e quelli che la trovano naturale con-l’età-per-cui, circostanze-che-fanno-sì-che, è la guerra, è la malattia, è la moto, la macchina, l’epoca, la vita, ci sono quelli che trovano che la morte sia la vita.

una delle innumerevoli caratteristiche che distinguono l’uomo dalla bestiola è di volerne di più. E anche quando la quantità è sufficiente, reclama la qualità. I fatti bruti non gli bastano più, vuole anche i “perché”, i “come”, i “fino a che punto”

[Daniel Pennac, La fata Carabina, Feltrinelli 2005]

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