Premessa: a seguito dell’acquisto online di una linea adsl, Fastweb mi invia a casa un contratto da firmare e rispedire in busta chiusa come accordo definitivo. In un primo momento cerco di corrompere l’installatore per farlo riconsegnare da lui. Egli rifiuta.
giorno 1-4
il contratto rimane ignorato sul comodino
giorno 5
trovandomi casualmente con una penna in mano in zona comodino firmo il contratto.
giorno 6-7
non trovando buste bianche semplici, in ufficio rubo nell’ordine: buste con finestra, buste 50×30 cm, infine buste intestate.
giorno 8
infilo il contratto in busta intestata all’azienda e lo metto in borsa.
giorno 9-10
non pervenuti.
giorno 11-14
mi rendo conto di non poter spedire con una busta intestata dell’azienda.
mi lamento con chiunque mi passi accanto del fatto che devo comprare una busta bianca e non le trovo da nessuna parte, o solo al centro commerciale in confezioni da 100.
penso che non spedirò 100 lettere cartacee in tutta una vita.
penso che comprare 100 buste bianche sia uno spreco.
giorno 15
casualmente durante l’acquisto di biglietti dell’autobus mi salta alla mente che il tabaccaio potrebbe vendere buste bianche (incredibile).
acquisto busta e francobollo.
giorno 16-19
giro con busta intestata e contratto in una borsa e busta bianca con francobollo in altra borsa.
giorno 20
durante un cambio borsa mi ricordo di recuperare la busta bianca e inserirci il contratto.
giorno 21
in ufficio, in un momento di slancio, tiro fuori la busta ormai distrutta e scrivo l’indirizzo.
attacco il francobollo e chiudo la busta.
giorno 22-oggi
la busta è nella borsa e mi lamento con chiunque incontri che non ci sono da nessuna parte le cassette per spedire lettere.
credo che mi taglieranno presto internet.
addio.

Ho un account twitter (nel quale scrivo molto più spesso che qui, in effetti) e oggi, dopo aver letto questo post, mi sono divertita a scoprire come i miei follower mi hanno listato. Ecco il risultato.
Mi voglio ricordare questo momento, il modo in cui mi sento proprio nell’istante in cui guardo la mia finestra mezza carteggiata e mi scappa un sorriso.
Perché ogni cosa da sistemare, ogni piccola riparazione e ogni strada nuova che imparo perdendomi per la città mi ricorda che ci sono riuscita, sono venuta qui da sola e va tutto bene.
Anzi, meglio. Molto meglio di quanto potessi immaginare.
(grazie a tutti quelli che mi stanno aiutando, incoraggiando e riescono a essere sinceramente felici per me)
- Se la vita che ti aspettavi non era questa, com’era invece?
- Non lo so, non così. Perché, la sua vita è come l’aveva prevista?
- Proprio per niente. Ho avuto quello che mi serviva invece di quello che volevo, e questa è grossomodo la più grande fortuna al mondo.
Per come la vedo io, il mondo non può mai essere migliore di quello che gli permettiamo noi di essere. [...] Bisogna mettersi nella fila giusta. Comprare il biglietto giusto. Prendere il treno dei pendolari normali e tenersi lontani dalla linea veloce. Tenersi sul binario come gli altri pendolari. Magari fargli un saluto con la testa. O addirittura dirgli ciao. Sono tutti viaggiatori pure quelli. E qualcuno sarà stato in posti dove la gente di solito non vuole andare. E non ci volevano andare manco loro. Magari ti possono raccontare come ci sono arrivati, e così ti risparmiano un viaggio che sarai contento di non aver fatto.
Allora per un istante ho avuto questo pensiero e tutto mi è stato chiaro non era altro che una recita un continuo rimandare altrove il dolore che ci prende ogni volta che ci accorgiamo che c’è sempre qualcuno che stravolge completamente la tua vita e allora ti inventi delle cose per tenere occupato il tempo per non accorgerti del tempo per non sentire il rumore del cuore che dice sentimi, adesso esisti, adesso esisti e tu cerchi di impazzire, di non capire più nulla di capire tutto quello che non c’entra nulla, impari a memoria le capitali del Sudamerica, studi i dribbling di Tardelli, la perifrastica passiva, confronti le marche, i diversi tipi di carne in scatola.
Come se le nostre azioni e la nostra personalità determinassero in parte la percezione che si ha di noi, come se giungessimo a crederci altri rispetto a quello che credevamo di essere perché il caso e l’irragionevole passare del tempo mutano la nostra circostanza esterna e il nostro apparire. O sono le scorciatoie e i contorti cammini del nostro sforzo quelli che ci modificano e finiamo per credere che sia il destino, finiamo per vedere tutta la nostra vita alla luce di ciò che è accaduto per ultimo o di ciò che è più recente, come se il passato fosse stato soltanto preparativi e lo stessimo capendo man mano che si allontana da noi, e lo capissimo del tutto alla fine.
Con la fine dell’anno terminerà la mia collaborazione con Wafer e la mia vita a Ravenna.
Ho imparato tanto, ho conosciuto un modo di lavorare fatto di supporto e condivisione delle idee, ho avuto l’opportunità di lavorare con Alessandra, che non ringrazierò mai abbastanza.
Per l’opportunità che mi ha offerto, quasi a scatola chiusa, per lo spirito che mi ha trasmesso: la passione nelle cose e il coraggio di andare avanti anche quando non va come vorresti.
Si chiude un anno difficile, di cambiamenti, traslochi e nuovi lavori.
Si apre un anno ancora più difficile, di cambiamenti, traslochi e nuovi lavori.
Ho già nostalgia del nido sicuro che una città come questa e un’agenzia come Wafer sono capaci di darti.
Cerco di non aver paura. Cerco di pensare alle sfide che mi aspettano e alle persone che mi vogliono bene.
Ma sono cresciuta, sono migliore. E sono pronta.
In questa bella cosa che fa lui ogni anno, ci sono anche io.
E mi sento molto fortunata.
Leggetelo tutto, ne vale davvero la pena.
Lunedì 14 dicembre si terrà una nuova Serate Ignite organizzata da Romagna Business Club.
Che cos’è un Ignite? L’Ignite è un format di presentazione nel quale i partecipanti hanno a disposizione 5 minuti e 20 slide temporizzate (una ogni 15 secondi), per comunicare al pubblico le loro idee.
Lunedì ci troveremo al Bronson in via Cella 50 a Ravenna.
Chi volesse portare una presentazione può inviarla all’indirizzo sara.aura@romagnabusinessclub.com.
Questa volta io parlerò di Clipperz, l’online password manager che mi salva quotidianamente la vita (e la privacy).
Chi viene?
Ecco la pagina di iscrizione.
Giovedì andrò a Milano a vedere questo spettacolo, Nuvole Barocche
[Teatro Ringhiera da mercoledì 9 a domenica 13 dicembre - ore 20.45, domenica ore 16.00], ispirato al sequestro che Fabrizio De André e Dori Ghezzi subirono nell’estate del 1979.
Provando a distaccarci da facili luoghi comuni, abbiamo tentato di indagare la poetica del cantautore, la debolezza di uomo, la carità, le fragilità e i limiti. In questo spettacolo vogliamo dar voce alla diversità e alla miseria umana, che si riflettono e si incarnano nei volti e nelle speranze dei tre protagonisti, perdenti nella vita, eroi dei propri sogni, uomini, loro malgrado.
Qui trovate una bella recensione.
Se vi va potete prenotare chiamando lo 02.58325578 – 02.87390039, le altre info le trovate qui e qui
Infine il promo: